“MITI” IN DIALOGO CON IL PATRIMONIO NOBILE DI UN LUOGO INTIMO E PRIVATO IN CUI SPAZIO E TEMPO SI PLASMANO A VERONA IN UNA RINNOVATA IDENTITÀ.

L’artista Alessandro Capuano e la sua serie “Miti” attualmente dialogano con gli spazi di DEUDA Concepthaus. Sarà così assecondato nella sua ossessione per tutto ciò che è “mito” – tema per il quale ricerca e realizza le sue opere attuali – nell’interagire proprio con l’eleganza e i rituali di una ormai persa convivialità, aspetti caratteristici e predominanti della location stessa. Uno spazio predisposto ad ospitare le produzioni di artisti, creativi, stilisti e designer contornati da dettagli architettonici di pregio quali un camino e soffitti stuccati, una veranda dalle vetrate in stile liberty e puntualmente arricchiti da un mix di arredi di modernariato, antiquariato, riciclo creativo e design contemporaneo.

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Tutto quello che è immagine, che sia documentaristica o pubblicitaria, trova spazio nella sua espressione nascosta, nel messaggio letto dall’artista, il quale non può far altro che avere sete e fame di renderlo suo per poi rivestirlo di una nuova identità e proporlo al mondo. Capuano come un frullatore trita e miscela tutto quello che ha immagazzinato, dopo averlo masticato, succhiato, assaporato, poi lo risputa dandogli una nuova identità.

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Mito

« […] il mito è considerato come una storia sacra e quindi una « storia vera », perché si riferisce sempre a delle realtà.» Mircea Elide

« Studiato dal vivo, il mito non è una spiegazione che soddisfi un interesse scientifico, ma la resurrezione in forma di narrazione di una realtà primigenia, che viene raccontata per soddisfare profondi bisogni religiosi, esigenze morali, esso esprime, stimola e codifica la credenza; salvaguarda e rafforza la moralità; garantisce l’efficienza del rito e contiene regole pratiche per la condotta dell’uomo. Il mito è dunque un ingrediente vitale della civiltà umana; non favola inutile, ma forza attiva costruita nel tempo. » Bronislaw Malinowski

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Un mito (dal greco μύθος, mythos, pronuncia mütsos) è una narrazione investita di sacralità relativa alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente in un certo contesto socio culturale o in un popolo specifico. Di solito i suoi protagonisti sono dei ed eroi come protagonisti delle origini del mondo in un contesto sacrale.

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Spesso le vicende narrate (oralmente) nel mito hanno luogo in un’epoca che precede la storia scritta. Nel dire che il mito è una narrazione sacra s’intende che esso viene considerato verità di fede e che gli viene attribuito un significato religioso o spirituale. Ciò naturalmente non implica né che la narrazione sia vera, né che sia falsa.
Per Capuano, il “Mito” è colui che è arrivato fino alla porta dell’Olimpo, oltrepassandola e rimanendoci per sempre, assieme agli Dei.
Col bombardamento mediatico e di comunicazione in cui la società contemporanea si trova oggi, colui che riesce ad essere incoronato, è vittima del ricambio veloce. Si viene sostituiti in tempi velocissimi dal prossimo “mito” al quale non ci si ispira come icona ma per mero elemento estetico che rappresenta bellezza e forza di essere riuscito ad entrare (anche se solo per un breve periodo) nell’immaginario collettivo, attraverso qualsiasi mezzo “medium di massa” come può esserlo la televisione o i social network, ma a parere dell’artista questo non basta in quanto il web e la televisione sono mondi paralleli ed irreali ma di bassa lega. Il “pixel” non è materico ne tanto meno eterno come lo può essere un supporto reale, come invece lo è una tela o un quadro realizzato usando la manualità, ma fondendo le due cose “tecnologia computerizzata e realizzazione materia, il “Mito” viene fissato nel contemporaneo, in quanto tangibile e reale nello spazio. Puoi toccarmi, quindi esisto.

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Ad oggi, data la velocità di ricambio e di accesso all’immagine e alla “gloria” il mito congelato nel tempo e nell’immaginario collettivo, essendo immutabile, viene scongelato ed esibito a piacimento, consumato come un Bastoncino Findus, all’occorrenza, quando si ha fame di qualcosa di veloce e pratico che ti sazi senza necessariamente avere una sostanza reale.
I soggetti scelti da Capuano, sono fermi agli anni passati e fino a quando la società non ne riconoscerà uno nuovo, con spessore e storia, resteranno quelli della sua formazione culturale, della sua infanzia, personaggi in cui si riconosce, come possono esserlo i campioni del calcio mondiale Gorge Best e Diego Armando Maradona, Mickey Mouse personaggio dei cartoni Disney o i protagonisti della pellicola di Quentin Tarantino Pulp Fiction.

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Biografia.

Alessandro Capuano │ Artista/fotografo/autore

Nasce a Napoli 39 anni fa.

Dopo aver frequentato il liceo Artistico si iscrive all’Accademia di Belle Arti sezione Scenografia (senza mai terminarla), dove affina la sua esperienza tecnica usando tutte le tecniche pittoriche dal disegno a matita, passando per l’acquerello, acrilico, olio, per arrivare all’aerografo, per poi approdare alla grafica. Comincia all’età di 14 anni come ritrattista, poi affascinato dal teatro e dall’ambiente teatrale si avvicina in modo autodidatta alla scenografia conquistando all’età di 15 anni una recensione sul quotidiano Partenopeo  “Il Mattino” per aver ideato e realizzato le scenografie per la compagnia amatoriale “Qui rido io” del regista Gianni Brillante, le scenografie per la commedia di VivianiIl caffè di notte e giorno”.

Conosce e comincia a collaborare con Oreste Pipolo, fotografo di reportage grazie al quale impara i segreti dell’arte della fotografia, soprattutto quella ritrattistica.

Contemporaneamente collabora come assistente scenografo italiano al film per la televisione italo/francese, “Il Conte di Montecristo” per la regia di Josè Diana e il cast formato da Gerard Depardieu, Sergio Rubini e Ornella Muti, per i quali eseguirà sul set anche i ritratti.

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Inizia a specializzarsi come aerografista di moto custom, ma deve fermare la sua esperienza quando il servizio militare lo obbliga partire per l’arruolamento in Aeronautica, per la quale realizza le scenografie per la compagnia amatoriale dell’Aeronautica e continua il suo lavoro di acquerellista e ritrattista, esperienza molto apprezzata e premiata con un encomio dal Colonnello Pilota Franco Marsiglia, da parte dell’Aeronautica Militare Italiana.

Intanto la sua curiosità e la sete di imparare lo porta a spaziare in vari campi, ritornando  anche la fotografia per la quale soltanto nel 2006 proprio a Verona, scelto da una giuria di fotografi professionisti, arriverà ad esporre nel foyer della Fnac di Verona rimanendoci per un mese una sua foto per una collettiva.

Intanto dal 1990 al 2006 Capuano ha girato l’italia in lungo e largo, seguendo l’istinto e la voglia di conoscenza. In questi anni farà tanti lavori, come scenografo per l’atelier Decor Pan dove collaborerà alla realizzazione di scenografie soprattutto per l’Opera Lirica nel mondo.

Stufatosi molla tutto, la certezza compresa e abbandona l’ambiente scenografico per provare l’esperienza dell’acquerellista di strada, e sceglie Venezia come città da ritrarre.

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Nell’arco degli anni, Alessandro Capuano non ha mai smesso di lasciarsi affascinare e contaminare dall’arte, dalla sperimentazione e dalla comunicazione, dalla ricerca di cercare di capire qual è il linguaggio universale, fino ad arrivare al pensiero che l’unico linguaggio che potrebbe avvicinarsi all’universalità è quello emozionale, che sia collettivo o soggettivo.

È così che nel 2008, grazie all’intuizione di una cara amica Psicologa, conia il termine RorschachArt ispirandosi alle tavole di Rorschach (tavole adoperate nella psicanalisi) dalle quali prende il nome il più conosciuto test adoperato dagli psicoanalisti e somministrato ai pazienti per cercare di scoprirne la vera personalità.

”Questa idea nasce dopo aver notato che “la gente” in massa fa fatica ad esprimere i veri sentimenti e le vere emozioni, a differenza di quando è da sola con se stessa. Se poi questo pensiero riesce a smuovere qualcosa dentro, che sia invidia, vergogna, piacere, dubbio ecc. allora l’intento è riuscito.”

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Nel 2000 gli si aprono le porte della creatività grafica e comincia a progettare e curare l’immagine in tour degli spettacoli extra lirici all’Arena di Verona, presso Eventi, società di Promoter, una delle più grandi realtà italiane.

Il 2005 è l’anno della svolta e notato da Antonio Germinario, (produttore e agente di artisti del calibro di Rosario Fiorello, Ennio Morricone, Mario Biondi e Patty Pravo) il quale aveva apprezzato molto una sua creatività sul Corriere della Sera, lo ingaggia per curare l’immagine in tour della sua scuderia di artisti, cosa che è continuata fino al 2009, anno in cui ha anche realizzato il packaging e la grafica artistica dell’album live del cantante soul Mario Biondi, album che ha avuto una diffusione mondiale vincendo il Disco di Platino.

Intanto disegna copertine di album per vari artisti e continua nei ritagli di tempo a dipingere ed esporre in giro per l’Italia. Espone a Berlino, New York. Nel 2009 conosce  Roberto Totola e Marina Furlani, con i quali comincia a collaborare non solo artisticamente, ma anche nella realizzazione di una “Factory” artistica.

Questa collaborazione fa si che l’autore del musical “Nine“, Mario Fratti, li voglia a rappresentare uno spettacolo a New York. Tre repliche dello spettacolo “E’ lunga la strada” li vedono negli States.

I temi trattati da Capuano nelle sue ricerche, sono innumerevoli e i più variegati.

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web site: www.alessandrocapuanoart.com
mail: info@alessandrocapuanoart.com

Uffico Stampa

Giorgia Venudo Zenti 

giorgia.venudo.zenti@gmail.com

Mobile: +39.3474047773

 

Photo by ©MartaPesamosca

 

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