Tra ARTE, ARCHITETTURA  e PAESAGGIO


PONTE SCALIGERO_SAN ZENO_DEUDACONCEPTHAUS_VERONA

VERONA


Grande città d’arte del Veneto, conosciuta per il suo inestimabile patrimonio artistico d’epoca romana, non finisce mai di stupire, dove accanto all’Arena si scoprono i capolavori d’arte del Gotico, i grandi dipinti del Rinascimento, le chiese e gli affreschi barocchi, per arrivare al genio contemporaneo di Carlo Scarpa, autore di un magistrale e rivoluzionario intervento di restauro a Castelvecchio. L’arte e la storia della città offrono uno sfaccettato quanto splendido panorama, che si dipana, lungo i secoli, dall’età romana alla corte scligera (punto di riferimento per Dante, Giotto e Petrarca), dal Quattrocento di Pisanello e Mantegna al Rinascimento di Sanmicheli, per gravitare nel Settecento attorno al magistero di Scipione Maffei.

Magna Verona“: così chiamava la città il poeta Marziale (I d.C.),  della magnificenza indiscussa di un centro che, a partire dal a 49 a.C., aveva progressivamente assunto quelle forme della romanità che lo segneranno indelebilmente nel corso dei secoli.

(tratto da “Verona. Arte, architettura e paesaggio” di Alessandra Zamperini)

PONTE PIETRA_DUOMO_DEUDACONCEPTHAUS_VERONA


PONTE PIETRA


Si trova in uno dei punti panoramici più suggestivi di Verona. Costruito sull’Adige dove fin dalla preistoria esisteva un guado tra il colle di S. Pietro e la pianura, la mancanza dell’allineamento con il reticolo viario urbano romano ha fatto pensare ad una realizzazione del ponte precedente all’89 a.C. Nel corso dei secoli ha subito numerosi crolli, ricostruzioni e restauri. Gli interventi più importanti furono realizzati nel: II sec. d.C. che portò all’inserimento di blocchi di marmo; nel 1298 che lo dotò delle torri in testa al ponte (una distrutta nel 1801); nel 1520 di fra’ Giocondo; nel 1957-59, quando il ponte venne completamente ricostruito per anastilosi in quanto, nel 1945, i tedeschi in ritirata l’avevano fatto esplodere. I blocchi di pietra e i mattoni, sbalzati nel letto nell’Adige a seguito dall’esplosione, furono recuperati, ordinati e numerati, consentendone il reimpiego nella ricostruzione. Il ponte che oggi si può ammirare è composto da 5 arcate. Le prime due a sinistra sono romane, in grossi blocchi di calcare bianco locale; nella pila fra le due arcate è visibile una delle finestrelle (in origine, una su ogni pila) che consentiva un efficace sfogo alla corrente del fiume in piena. Nell’arco della seconda arcata è visibile una figura scultorea maschile del II o III sec. d.C. L’arcata destra, con la rimanente torre di testa, risale al rifacimento in mattoni del 1298, voluto da Alberto I della Scala. Le due arcate al centro risalgono probabilmente alla ricostruzione del 1520. Il ponte della Pietra si può considerare un palinsesto di manufatti d’epoche diverse.

FIUME ADIGE_DEUDACONCEPTHAUS_VERONA


ADIGE


Scorre a Verona all’interno di muraglioni e argini costruiti dopo la terribile alluvione del 1882, per proteggere la città da successive piene. Fino a tempi relativamente recenti Verona era una città particolarmente legata al suo fiume, per via delle numerose attività commerciali e industriali che la sua notevole portata consentiva di svolgere. L’Adige era una via di comunicazione di primaria importanza, navigabile fino a Trento: è stato utilizzato sin dall’antichità per il trasporto di merci, e il suo tragitto era quindi servito da approdi, da caselli daziari, da torri utilizzate e da castelli e forti. Un tempo i borghi che si affacciavano sul fiume avevano un’economia collegata direttamente alla presenza dell’acqua: lungo le sue rive venivano lavorati i blocchi di marmo e il legname che venivano poi trasportati dalle sue acque, sorgevano cantieri navali, numerosi mulini galleggianti, idrovore, depositi merci, piccole industrie e attività artigianali.

TEATRO ROMANO_DEUDACONCEPTHAUS_VERONA


TEATRO ROMANO


È l’edificio più antico di Verona. La sua costruzione risale infatti alla fine del I secolo a.C.. Fu costruito a ridosso di colle San Pietro, sfruttando la pendenza naturale del terreno per costruire le gradinate, così come facevano i Greci prima dei Romani. Il manufatto subì l’ingiuria del tempo, dei cataclismi e giacque per secoli interamente sepolto sotto miserabili stamberghe. Fu solo intorno al 1830 che il veronese Andrea Monga acquistò a sue spese le stesse stamberghe e le fece abbattere, dando inizio ai lavori per riportare in luce quanto rimaneva dell’antico edificio. Oggi, del teatro antico rimane la cavea e la gradinata, alcune arcate di logge e significativi resti della scena. Un ampio restauro fu eseguito agli inizi del secolo XX. A fianco del teatro sta il convento rinascimentale di San Gerolamo, che ospita il Museo Archeologico ed offre una suggestiva vista sul fiume e sulla città.

DUOMO_DEUDACONCEPTHAUS_VERONA


DUOMO


La storia della Cattedrale di Verona è la storia di quattro basiliche. Più che un singolo edificio, risulta un complesso architettonico ricco e complesso grazie ai contributi paleocristiani, alto-medievali, romanici e gotici succedutisi nel corso del tempo. Esso è formato, oltre che dalla Cattedrale, anche dalla piazza, dalla Biblioteca Capitolare, dal chiostro dei Canonici, da Sant’Elena, da San Giovanni in Fonte e dal Vescovado. Tra le novità architettoniche dell’ultimo grandioso intervento, tra la metà del XV e la metà del XVI secolo, vanno ricordate: la facciata; il portone interno, sovrastato da uno splendido orologio; le grandi colonne, erette per alzare le navate; il tornacoro del Sammicheli.

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CHIESA DI SANTA ANASTASIA


È certamente il più rilevante monumento religioso in stile gotico di Verona. La costruzione della chiesa ebbe inizio intorno al 1290, durò più di un secolo e fu sostenuta dagli Scaligeri. Il sito scelto per la costruzione è vicinissimo a Piazza dei Signori, dove i della Scala avevano i loro palazzi; quindi è presumibile che Sant’Anastasia sia diventata la chiesa ufficiale della loro corte. La chiesa è di stile gotico italiano, è composta da tre navate congiunte con volte a crociera e da cinque absidi poligonali. Fu restaurata in modo accurato negli anni 18781881. La facciata incompiuta presenta un magnifico portale gemino con marmi policromi, rilievi e affreschi; alla sinistra, l’arca sospesa di Guglielmo di Castelbarco. Di grande interesse la tomba pensile di Cortesia di Serego, murata in area presbiteriale, di fronte al “Giudizio” di Turone. Sopra la cappella Pellegrini si trova il celebre affresco di PisanelloSan Giorgio e la principessa“.

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CHIESA DI SAN GIORGIO IN BRAIDA


Verso il 1046, fu eretto in riva all’Adige un monastero benedettino, che fu quasi del tutto demolito nei primi decenni dell’ottocento. Accanto al monastero fu subito costruita una chiesa romanica, di cui nulla è rimasto. A testimoniare la sua presenza resta la torre-campanile, datata al sec.XII. Nel 1442, il monastero fu dato ai Canonici di San Giorgio in Alga di Venezia, che rifabbricarono la chiesa. Sia la facciata della chiesa che la casa canonica eretta nel 1791 recano tracce delle fucilate dei francesi del 18 ottobre 1805, quando questi vennero da Castelvecchio per assalire Verona austriaca. Una lapide ricorda il fatto. La facciata è secentesca, in marmo bianco, con due ordini di pilastri schiacciati, di sotto ionici e di sopra corinzi; nelle due nicchie laterali le statue di San Giorgio e San Lorenzo Giustiniani. Il resto della chiesa è in cotto. Il campanile è del Brugnoli: qualcuno pensa che sia stato disegnato dal Sammicheli, o addirittura dal Palladio. La cupola s’impone all’attenzione per la sua leggiadria, ma anche per il magistero con cui è stata costruita: si pensi che il Sammicheli ha dovuto qui lavorare su un edificio preesistente. Sul lato della chiesa verso l’Adige, aggiunge suggestività all’ambiente il ricostruito chiostro del vecchio monastero. L’interno è ad unica navata ed è semplice e grandioso nello stesso tempo: compiuto fra il 1536 e il 1543, esso coniuga maestà e bellezza anche per i tesori d’arte che contiene.


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DEUDA CONCEPTHAUS


È un appartamento al piano nobile di un palazzo situato nella zona più antica di Verona in cui si trovano i più importanti luoghi di interesse storico, artistico e paesaggistico della città, quali: Ponte Pietra, l’ansa più suggestiva dell’Adige, il Teatro Romano, il Duomo, la Chiesa di Santa Anastasia e la Chiesa di San Giorgio in Braida, in cui è presente uno dei capolavori del pittore Paolo Veronese.


SALONE PRINCIPALE CON CAMINO DECORATO CON STUCCHI


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02_SALONE PRINCIPALE 01_SALONE PRINCIPALE ACD_11 ACD_13 SPECCHIO_STUCCO_DCH ACD_09 06_SALONE PRINCIPALE CRAFT_SVEZIA_DCH BEGONIA_CAMINO_STUCCO_DCH

INGRESSO


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VERANDA LIBERTY


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Photo by ©LeonardoChiti & Marta Pesamosca


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